Città e Borghi » Scopello

Il suo nome viene dal greco « Skopelos » che significa « rocce » e che si riferisce ai maestosi faraglioni di fronte la tonnara. Sotto il dominio dei Romani, il villaggio fu chiamato « Cetarea” per l’abbondanza di tonni.

Tutta l’economia del villaggio in effetti si basava sulla pesca e soprattutto sulla mattanza dei tonni: i pescatori aspettavano al largo della costa il passaggio dei banchi di tonni e dopo avere attirato i tonni nelle reti della “camera della morte” tiravano la rete che costituiva il fondo di questa camera della morte  e catturavano i grossi pesci.  Si trattava di un’incredibile prova di forza ed  i “tonnarotti” s’incoraggiavano e si facevano forza cantando la Cialoma. La superficie dell’acqua pullulava di tonni che venivano tirati a bordo di quattro grande barche comandate dal Rais con l’aiuto di arpioni. Le immagini della tonnara sono immortalate nei quadri di Guttuso, Dopo la pesca, i tonni erano in parte essiccati, in parte conservati sotto olio. Dopo la pesca le quattro grandi barche erano riposte accuratamente nei magazzini fino alla prossima mattanza. L’ultima mattanza ebbe luogo agli inizi degli anni ottanta ma non fu fruttuosa perché ormai, i banchi di tonni erano individuati da radar e elicotteri fin dal loro passaggio al largo delle coste Africane e catturati prima del loro passaggio al largo delle coste Siciliane.

Oggi, il numero di tonni che raggiungono le coste Siciliane durante la loro migrazione a primavera è diminuito considerevolmente ma i magazzini custodiscono ancora le barche, le ancore e il materiale allora usato per la mattanza. All’interno della tonnara si trova anche una piccola cappella dove i pescatori erano soliti pregare per augurarsi una pesca abbondante.

Scopello era praticamente abbandonato quando fu creata la riserva naturale dello Zingaro nel 1981. I suoi abitanti si sono allora convertiti ad attività turistiche. Poco a poco, il paese ha visto nascere i suoi piccoli ristoranti tipici, i suoi bar, i bed and Breakfast, mantenendo sempre il suo aspetto tipico e autentico. Le casette del baglio e gli antichi magazzini furono restaurati nel rispetto della tradizione.

La scuola sub esistente da più di 20 anni, oltre a fare scoprire i bellissimi fondali della tonnara e della riserva dello Zingaro, ha creato un percorso archeologico dove vengono esposti tutti i reperti archeologici scoperti dai suoi istruttori durante la loro attività.

Il paese vive dunque una seconda vita, grazie ad un turismo selettivo, attento al mantenimento e al restauro del suo patrimonio culturale. E un autentico piccolo paradiso per gli amanti della natura, del mare, del sapere-vivere e della gastronomia

Da vedere : il Baglio Isonzo (13° secolo), i ruderi della Torre Bennistra (16° secolo) costruita su uno sperone di rocce calcaree a sud del paese, le due torri della tonnara : la Torre Doria e la Torre detta « Di Scopello » eretta su uno dei faraglioni), la tonnara, la riserva naturale dello Zingaro. Altre due torri nei dintorni di Scopello sono ancora visibili: la Torre di Guidaloca sulla baia di Guidalca a 2 chilometri dal paese, e la Torre dell’Uzzo, all’interno della riserva naturale dello Zingaro.

La specialità di Scopello : Il famoso « pane Cunzatu », un pane cotto in forno a legna e condito con olio di oliva, acciughe, pomodori secchi, formaggio locale, olive e origano. Una vera delizia!

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